Evviva! Anche l’onorevole, va dallo psicoanalista!

 

                      Nei quotidiani del 17 luglio si è appreso che  nel 2010  la Camera dei deputati ha rimborsato agli onorevoli 204mila euro per i costi sostenuti per andare in psicoterapia e senza dubbio avranno scelto i professionisti più accreditati e più costosi. Non solo ci fa ben sperare per un mondo politico meno psicopatologico ma soprattutto finalmente ci fa sperare che chi fa le leggi può capire che quando un individuo sta emotivamente male può chiedere aiuto .Ma ,se questo individuo non ha i mezzi per pagarsi una psicoterapia o non ha rimborsi come fa?

Gli onorevoli sanno se ci son servizi pubblici che garantiscono questa assistenza? Ma ,soprattutto,quando ad averne bisogno è un bambino , il legislatore dà garanzia di offrire una psicoterapia ai bambini e alle famiglie?.La carenza di servizi e di professionisti qualificati  quando si sta emotivamente male fa spostare la terapia verso l’uso dei farmaci spesso per situazioni che potrebbero essere risolte con la psicoterapia. Ciò è tanto più vero per i disagi dell’infanzia e dell’adolescenza.La on.le Binetti alcuni giorni fa ha fatto una interrogazione al ministro della Salute  Fazio sull’uso degli psicofarmaci sui bambini e il ministro ha dato una corretta risposta; ma, la on.le Binetti e  il ministro Fazio, criminalizzando gli psicofarmaci (giustamente, quando vengono utilizzati in modo improprio) dicendo no ai farmaci, che propongono, per curare i disagi psichici che  coinvolgono sempre più i bambini? Perché per gli onorevoli e i suoi familiari, si alla psicoterapia, e agli altri gli psicofarmaci o nulla?

Francesco Montecchi